lunedì 30 aprile 2012

"Ciammellette" umbre


Dolci umbri, preparati un tempo per la festa di Sant'Antonio. Si possono fare sia con farina bianca che integrale, con l'unico accorgimento che con la prima forse serve un po' meno liquido. Per 28 ciambelline utilizziamo:
  • 500 gr di farina integrale di grano tenero bio
  • 240 gr di latte
  • 140 gr di zucchero più poco zucchero a velo
  • 4 cucchiai di olio evo (32 gr)
  • scorza grattugiata di un limone grande bio
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato o 1/2 bustina di lievito per dolci
Si impastano tutti gli ingredienti, impastando con le mani un lungo cordone alto 1 cm, come per gli gnocchi. Si possono ora fare le ciambelline dividendo l'impasto in rotolini di 18-19 cm (se volete fare la forma in foto), qualcuno di meno per una forma perfettamente tonda, giusto per dare un'idea. Cuociono in forno preriscaldato a 180 gradi per 15-16 minuti, risultando alla fine fragranti fuori e morbide dentro. Una volta fredde si spolverizzano di zucchero a velo. Perfette per la colazione.


Lu pizzallocu é una versione altrettanto antica dello stesso dolce in cui invece delle ciambelle si ottengono dei filoncini allungati, tipo pane.

Farfalle ricche


Una pasta golosa, profumata... Semplicemente buonissima e un po' diversa dal solito. Un altro foglietto sparso di quelli custoditi tra le ricette di famiglia che vale la pena provare. All'inizio non mi tornavano i pesi, ma come sempre in questi casi sono io ad avere torto. Le farfalle sono un formato che rende molto, bastano infatti 100 gr di farina per 1-2 persone, quindi un'ottima resa (e una minima spesa)! Dicevamo, per 3 persone servono:
  • 200 gr di farina di grano duro
  • 100 gr di vino bianco a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaio di grana
  • 2 cucchiaini di maggiorana tritata
  • aglio tritato finemente q.b. o poca scorza di limone
  • 2 cucchiaini di olio evo e 1 bel pizzico di sale
Si fa l'impasto con tutti gli ingredienti e si stende non sottilissimo, in modo da poter dare la forma alla pasta senza romperla. Si lavora subito la sfoglia in tanti rettangoli di 5-6 x 2 cm, pizzicandoli al centro con le dita, così manterranno bene la forma. Per fare bene le farfalle bisogna sollevare i singoli rettangoli e premere dall'esterno verso l'interno con cura, facendo sollevare la parte centrale. Comunque, come vengono, vengono, va sempre bene. Meglio lasciare riposare le farfalle almeno un'oretta. Cuociono in acqua bollente salata per circa 5-6 minuti, ma assaggiatele sempre.

Il condimento? Burro fuso o del buon olio extravergine.

domenica 29 aprile 2012

Passatina rapida di ceci


Quando si cuociono i ceci, una buona idea è prepararne parecchi e congelarli in parte, per fare all'occorrenza questa crema deliziosa in pochi minuti. Facile, veloce e incredibilmente buona. Il costo? Sempre molto basso, ovvio!
Per ogni persona servono:
  • 50 gr di ceci secchi o 150 gr già cotti
  • 300 ml di brodo vegetale
  •  poco rosmarino e 1/2 spicchio d'aglio
  • olio evo e sale q.b.
Ovviamente se si usano ceci secchi bisogna metterli a bagno la sera per la mattina e cuocerli come d'abitudine. Ora si porta a bollore il brodo, (io ho unito direttamente in pentola acqua e 1 cucchiaino del mio dado vegetale senza aggiungere altro sale), si uniscono aglio, rosmarino e infine i ceci.  Si lascia andare cinque minuti senza coperchio a fiamma vivace, poi si elimina il rosmarino, frullando il tutto con il frullatore a immersione. Aggiustiamo di sale e disponiamo nelle fondine. Un giro d'olio a crudo. Pronto!

Per arricchire la passatina, si può porre in una padella antiaderente una fettina di pancetta tesa a testa, senza alcun grasso. In brevissimo tempo diventerà bella croccante, basterà quindi tagliarla a pezzetti e disporla sulla crema già impiattata.

Ottenuto con il dado casalingo o comunque con un buon brodo, questo piatto è molto sano, perché non c'è soffritto (diversamente da ricette analoghe) e tutti gli elementi presenti concorrono al benessere dell'organismo. Dal rosmarino, all'aglio, dai ceci all'olio extravergine: tutti ingredienti straordinari per un piatto davvero gustoso!

sabato 28 aprile 2012

Frittata di pasta


Un must nel sud della penisola, un'idea geniale di recupero, che nel tempo si è affermato come vero e proprio piatto. Buona sia calda che fredda (d'estate si porta in spiaggia per il pranzo), si fa in un attimo. Vanno benissimo tutti i formati classici, solo se usate degli spaghetti o altra pasta lunga conviene tagliarli un poco. Sevono:
  • pasta avanzata già cotta
  • 1 uovo ogni 50 gr di pasta
  • olio evo, sale e grana o pecorino q.b.
Si sbattono leggermente le uova con un pizzico di sale e il formaggio, si aggiunge la pasta e si pone a cuocere in una padella antiaderente dove si sia fatto scaldare un filo d'olio. Si gira dopo pochi minuti (a seconda delle dimensioni) e voilà!

Qui ho aggiunto un po' di prezzemolo tritato.

Farinata in padella


Buona la farinata, difficile però farla con il forno di casa. Oggi facciamo una simil-farinata in padella, risparmiando tempo, energia e quindi sulla bolletta. Chiaramente il risultato è diverso, ma comunque molto buono e poi costa pochissimo!!! Per una padella di 24 cm di diametro servono:
  • 155 gr di acqua
  • 55 gr di farina di ceci
  • 1 bel pizzico di sale
  • 2 bei cucchiai di olio evo
Si mescolano farina, acqua e sale con una frusta per sciogliere tutti i grumi e se c'è tempo si lascia riposare il tutto per qualche ora. Scaldiamo l'olio in padella e quando è ben caldo versiamo il composto cuocendolo a fiamma bassa, ma non minima 10 minuti per lato, o finchè i bordi si staccheranno da soli. Si serve bella calda. Già fatto.


Aggiungendo qualche ago di rosmarino tritato all'impasto viene ancora più buona!

venerdì 27 aprile 2012

Pretzel


Specialità antica i Pretzel, se ne hanno notizie a partire dal VII secolo. Buonissimi, fragranti, croccanti fuori e morbidi dentro. Io li ho fatti con il lievito di birra (mio malgrado) preferendolo alla pasta madre, perché più adatto a conferire croccantezza alla preparazione. Esistono poi due metodi di cottura, uno più antico e tradizionale, l'altro più rapido, ve li descrivo entrambi. Ma cominciamo. Per 4 pani ci servono:
  • 500 gr di farina
  • 250 ml di acqua tiepida
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • 2 cucchiai di bicarbonato
  • 1/2 cucchiaino di zucchero
  • 4-5 gr di sale fino più poco sale grosso
S fa l'impasto con il lievito sciolto nell'acqua, lo zucchero, la farina e quando questa avrà ben coperto il lievito si aggiunge il sale fino. Lavoriamo bene l'impasto per qualche minuto. Vedrete che a differenze di altri impasti questo sarà piuttosto compatto, ma niente paura, è proprio giusto così. Si pone a lievitare per almeno 18 ore dopodiché si divide il composto in 4 parti, si fanno i cordoni belli sottili (2 cm circa, ma giusto per darvi un'idea) di almeno 50 cm e si dà la classica forma. Per fissare le estremità aiutatevi con un po' di acqua tiepida.
Per cuocere i pretzel dicevamo ci sono due metodi, quello antico (che a me piace  meno, perché dà sì  il gusto più caratteristico, ma qui non ci fa impazzire) consiste nell' immergerli per 40 secondi in 2 litri di acqua portata a bollore con 2 cucchiai di bicarbonato prima di passarli in forno. Meglio immergerli uno alla volta aiutandosi con una schiumarola e adagiarli subito dopo sulla placca del forno coperta con l'apposita carta. Si aggiunge qualche chicco di sale grosso sulla superficie e si cuociono i pani a 200 gradi per 30 minuti circa.
Il secondo metodo consiste, una volta data ai pretzel la forma, nel disporli direttamente sulla placca del forno, spennellare con un uovo leggermente sbattuto e cospargere sempre con qualche chicco di sale grosso. In forno preriscaldato a 230 gradi e poi portato a 180 (per fare una bella crosta) una volta infornati i pani, per 45 minuti.

La versione originale prevede una soluzione di acqua e non bicarbonato, bensì ... Soda caustica!!!
Anche se moltissime ricette prevedono lievitazioni molto più brevi con il lievito di birra, come già detto altrove, l'unico modo per rendere gli impasti davvero digeribili è lasciarli riposare almeno 18-24 ore (col caldo estivo dentro il frigo), per evitare quella sensazione di gonfiore alla pancia e pesantezza tipiche di lavorazioni approssimative...


Ah! se mettete 9-10 gr di sale nell'impasto e non usate quello grosso, potete sostituirlo con semi di sesamo... Che bontà!!!

Dopo avrerli spennellati ho usato l'uovo rimasto per una bella frittatina!

giovedì 26 aprile 2012

Finta pizza di patate


Buona, davvero facile da fare e bella sostanziosa. Pochi ingredienti e chi è intollerante al glutine può sostituire degnamente la farina di frumento con quella di riso. E poi ci si mette quello che si vuole o che bisogna smaltire: formaggio, prosciutto... C'è solo da sbizzarrirsi! Per questa versione servono:
  • 500 gr di patate
  • 100 gr di farina
  • 1 scatola di pomodori pelati (o ciò che usate abitualmente per la pizza)
  • qualche filetto di acciuga, capperi e olive q.b.
  • olio evo, sale e origano q.b.
Come sempre si bollono le patate, si schiacciano con una forchetta e una volta fredde si amalgamano con farina, 2 cucchiai di olio  e si aggiusta di sale. A parte si passano i pelati e si mettono a stringere sul fuoco a fiamma moderata per una decina di minuti, aggiustando alla fine di sale e aggiungendo l'origano. Si dispone l'impasto su una teglia 38x25 coperta di carta e si preme bene con le mani per modellarlo, fino ad uno strato sottile di circa 0,5 cm.
Se avete una teglia bella antiaderente invece che la carta è meglio distribuire direttamente sul fondo un filo d'olio, lasciarlo scaldare per un momento in forno, disponendovi sopra l'impasto solo a questo punto. In questo modo la parte bassa della pizza formerà una bella crosticina, senza che le patate assorbano il grasso. Io però ho preparato la base in anticipo, così ho dovuto usare la cartaforno: l'ho comunque unta un poco, il risultato non è male, ma senza è più buona. Ora si aggiungono la salsa ben fredda e gli altri ingredienti  un giro d'olio e si pone in forno per 15 minuti a 180 gradi. Già fatto!!

Ah! va rigorosamente servita tiepida e non calda, per dare tempo alle patate di riprendere un po' di compattezza. Così è decisamente migliore!!!

Torta (di mele) senza farina!


Un'altra ricetta davvero particolare: una torta di mele senza farina, senza lievito quindi, e con pochi ingredienti. Proprio insolita e buona!!!. Ecco, dopo aver predicato bene, mi sembra giusto razzolare subito male con una torta non proprio leggera, ma per una volta... E poi, sì c'è il burro, ma l'acido butirrico è fondamentale per la crescita dei bimbi... Dei bimbi, ma per noi? Beh, ehm... Non stiamo a guardare il pelo nell'uovo sempre... Servono:
  • 1 kg di mele dolci
  • 120 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 100 gr di mandorle
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino colmo di cannella (o altro aroma a piacere)
Per prima cosa si sbucciano le mele e si tagliano a fettine o pezzetti molto sottili, adagiandoli sul fondo di una teglia imburrata molto bene in uno o due strati. A parte si montano con le fruste tutti gli ingredienti eccetto le mandorle e si versa il composto sulle mele. Ora basta tritare grossolanamente le mandorle e cospargerle sulla superficie del dolce. Cuoce a 180 gradi per 30 minuti e si serve una volta freddo. Si mangia con piatto e forchetta.


Ha una consistenza piuttosto morbida, quindi meglio usare la cartaforno per estrarlo facilmente dalla teglia, oppure conviene servirlo direttamente da essa. Se poi avete una teglia a cerniera tanto meglio.

P.s. In pratica è un crumble senza farina!!

Cicerchie o fagioli marinati


La cicerchia è una leguminosa non troppo conosciuta, che vanta una lunga tradizione culinaria nell'Italia centrale. Ha un gusto morbido, tra la lenticchia e il cece. A differenza degli altri legumi preparati in precedenza qui facciamo una marinata più delicata con cipolla rossa e prezzemolo, appunto per non coprirne il sapore. Se non trovate le cicerchie, vanno benissimo i fagioli sia bianchi che borlotti.
Per 4 persone ci servono:
  • 100 gr di cicerchie
  • 1 cipolla rossa
  • 1 tazzina da caffè di olio evo
  • 3/4 di tazzina di aceto
  • 1/2 tazzina di vino bianco
  • 4 filetti di acciuga stott'olio
  • 1 spicchio d'aglio e 1 cucchiaio di prezzemolo
  • sale e peperoncino q.b.
Si mettono a bagno i legumi per una notte, si cuociono poi nella pentola a pressione, circa 30 minuti dal fischio e nel frattempo si prepara la marinata unendo tutti gli ingredienti (la cipolla affettata fine e l'aglio intero) tranne le acciughe e il prezzemolo che triteremo insieme a parte. Si lascia andare la marinata a fiamma bassissima in un pentolino per circa 10 minuti o finché la cipolla sarà bella trasparente. Mi raccomando di tenere la fiamma al minimo per non alterare l'olio. Quando è pronta si versa ancora calda sulle cicerchie scolate e disposte in una terrina e, una volta freddo il tutto, si aggiungono prezzemolo e acciughine.

martedì 24 aprile 2012

Pettole


Le pettole sono una tipica pasta pugliese, simile a grandi fettuccine, che si può mangiare asciutta o in minestra. Il condimento tradizionale è un sugo di pomodoro e fagioli, che nel corso del tempo si è via via arricchito di cotiche, salsiccia e altro. Io non avevo in casa niente di tutto ciò, le ho condite con la mia salsa di pomodoro. Per ogni persona servono:
  • 100 gr di semola di grano duro
  • 45-50 gr di acqua fredda
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di olio evo
Si impastano velocemente gli ingredienti, si stende una sfoglia non troppo sottile e si tagliano tante pettole larghe circa 2 cm e lunghe circa 10. Non esistono dimensioni ben precise, anche perché se usate in minestra devono sicuramente essere più piccole. Cuociono circa in 6-7 minuti, a seconda dello spessore.


Un po' come i maltagliati, questa pasta è splendida in una bella pasta e fagioli, in minestre di legumi belle spesse o mangiata asciutta sia con il condimento tradizionale, sia con tutti i sughi corposi.

In tanti casi di pasta fresca in tutta la penisola si incontrano gli stessi ingredienti e a volte le stesse forme, ma l'utilizzo è spesso tipico di una zona, come dimostrano proprio le pettole, che nel tempo si sono sposate indissolubilmente con i fagioli...

Spaghetti alla mollica


Squisiti!!! Ricetta tipica di più regioni del sud Italia, sono una vera prelibatezza, pronta in un attimo. Usiamo della mollica di pane fresco o posato da un giorno, meglio se un po' compatta, ma va bene tutto. Per 2 persone si calcolano:
  • 6-7 cucchiai colmi di mollica di pane
  • 3-4 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d'aglio
  • peperoncino e sale q.b.
  • 1 cucchiaio circa di prezzemolo tritato
Scaldiamo l'olio con aglio e peperoncino. Quando è ben caldo si elimina l'aglio per evitare che bruci, lasciando un sapore sgradevole e aggiungiamo la mollica. Deve essere sbriciolata piuttosto finemente o con le mani o con un coltello, comunque non finissima. Aggiungendola all'olio caldo prima si inzupperà poi, alzando un poco la fiamma, diventerà bella dorata in un paio di minuti, risultando piacevolmente profumata e croccante. Si aggiusta di sale, si scola molto bene la pasta (non deve passare acqua in padella), si ripassa a fiamma vivace per qualche secondo con il pane e si impiatta spolverizzando di abbondante prezzemolo e grana, se piace.

Se avete paura che il pane perda la consistenza croccante, versate il condimento direttamente sulla pasta già nel piatto, aggiungendo un filo d'olio a crudo se occorre.
Ottima con qualche filetto d'acciuga al posto del peperoncino, o in aggiunta ad esso. Buonissima anche con capperi e olive... A voi la scelta!!!

Curiosità: sapevate che il prezzemolo è ricchissimo di vitamina C? E che broccoli, fragole e kiwi ne contengono di più che le arance?

lunedì 23 aprile 2012

Sono appena 2 mesi che è aperto questo piccolo blog. In 2 mesi ho cucinato tanti piatti, tutti quelli proposti, diciamo "in diretta": lo stesso giorno, o al massimo uno o due giorni prima. In due mesi, nonostante le tante ricette ho risparmiato 8 euro sulla bolletta della luce (per il minor uso del forno) e circa 50 euro (per ogni mese) sulle spese alimentari. Forse per qualcuno sarà poco, ma per noi è tantissimo,  considerando che molti dei piatti qui descritti sono sulla nostra tavola già da tempo.
Questa riflessione m sembrava doverosa, perché dimostra che risparmiare, almeno un poco si può anche in cucina.

Io lavoro a maglia, all'uncinetto, faccio il sapone e altre piccole cose. Nulla però mi viene così bene da meritare un posto qui sul blog, ma per la cucina è diverso. Per carità, non credo di essere brava, semplicemente appassionata, ma quello che più conta è che i piatti che vi propongo hanno tante ragioni per essere conosciuti.
Le "mie" ricette (parte di esse lo sono davvero) hanno come denominatore comune l'uso di pochi grassi, l'assoluta assenza di grassi idrogenati e di aromi chimici: non troverete qui ricette con vanillina o affini per esempio. Per darvi un'idea non sono contro l'uso del burro, ma dei conservanti che contiene sì, ecco perché lo faccio in casa, comunque preferendo l'olio e.v.o. quando possibile.

Un altro aspetto per me fondamentale è tramandare le ricette povere, se non le condividiamo come potranno essere ricordate? Come sarà possibile impararle se già ora molte sono sconosciute ai più?

C'è poi un aspetto per me imprescindibile cioè quello nutrizionale. Mi rendo conto che ricette come la schiacciata di mais o il panpepato sembreranno poco attraenti, comunque meno di tanti altri dolci, ma il motore che mi muove in primis é di proporre piatti equilibrati, molti dei quali possono essere inseriti in diete ipocaloriche, altri in quelle disintossicanti o ipotensive e decisamente povere di colesterolo. C'è un principio cardine che vale in cucina e ovviamente anche per me: mangiare bene fa bene.
 Insomma, senza volervi annoiare ulteriormente ci tenevo a dire che la scelta dei piatti cade su quelli più antichi, originali o semplicemente economici, ma sempre e costantemente con un occhio di riguardo alla salute.
Non farò qui lunghi discorsi su nutrienti, composti fitochimici o radicali liberi, ma sappiate che un'attenzione agli aspetti nutrizionali è costrantemente presente nelle ricette.

Ecco, tutto qui... 

Panpepato antico


Alla base solo farina e...Acqua calda. Senza uova, senza latte, senza burro, senza olio... Oggi il Panpepato è un dolce lussureggiante, ricco di ogni ben di Dio, ma una volta era ben diverso. Sì, perché era un vero e proprio pane dolce, piuttosto compatto e consistente.
Vi do la ricetta, spero vi piaccia anche se il nostro gusto ci ha abituato (o assuefatto?) a sapori diversi da questo. A me é piaciuto moltissimo, anche se ribadisco che il gusto è davvero insolito. Ma la tradizione, per esistere, deve poter essere conosciuta e tramandata, quindi eccovi la ragione di questo post. Io ne ho fatti 2 piccoli, ma si può anche dimezzare la dose. Ci servono:
  • 500 gr di farina di grano integrale
  • 250 gr di miele
  • 150 gr di zucchero di canna o bianco
  • 200 gr di acqua calda
  • 2 cucchiai di rum
  • 1 cucchiaino colmo di bicarbonato
  • cannella q.b. (2 cucchiaini)
In una ciotola si dispongono lo zucchero e il miele, si bagnano con l'acqua per poterli sciogliere e amalgamare meglio, unendo in seguito poca farina alla volta, rum, cannella e per ultimo il bicarbonato. Vedrete che il risultato sarà un impasto piuttosto appiccicoso, se non riuscite a lavorarlo bene con le mani, inumiditele un poco e il gioco è fatto. Io l'ho messo in una teglia coperta di carta, formando uno strato di un paio di centimetri, dato che in forno lievita parecchio. Cuoce a 180 gradi per 45 minuti circa, meglio fare sempre la "prova stecchino" comunque.

E' vero che il miele non è economico, ma tutte le sue virtù ne giustificano facilmente l'uso, senza considerare che qui si risparmia praticamente su tutti gli altri ingredienti... Mancanti!
Senza arrivare a mille ingredienti, con qualche noce e fico secco é perfetto!!!

Curiosità: la versione originale prevede l'impiego di farina di segale, una volta decisamente più economica. Con il prezzo che ha oggi meglio ripiegare su quella di grano, anche perché il suo sapore più delicato incontra maggiormente il nostro.

Frittelline tricolore


Ieri il cielo ha concesso una piccola tregua e ne ho subito approfittato per un giretto fuori porta. Dolci o salate, comunque mooolto particolari queste frittelle, perché le facciamo con i fiori. Pochissimi ingredienti per un piatto povero che profuma di antico, un piatto che appartiene alla tradizione un po' di tutta la penisola. Servono:
  • farina di grano duro q.b.
  • acqua freddissima
  • sale o zucchero
  • fiori di Sambuco, Borragine, Albero di Giuda
  • erbe aromatiche o spezie a piacere
  • olio per friggere
Si fa una pastella  piuttosto densa con farina e acqua aggiungendo un pizzico di sale per la versione salata, pochissimo zucchero per quella dolce. Si mescolano i fiori precedentemente lavati e asciugati con molta cura e si frigge il composto a cucchiaini in olio profondo. Io utilizzo un pentolino e non la classica padella per non usarne troppo e soprattutto per non sprecarne, lavorando poco impasto alla volta. Quando sono pronte e e scolate su carta assorbente e si spolverizzano di sale o zucchero a velo.

Siccome il sapore dei fiori è molto delicato (soprattutto quelli di borragine e dell'albero di Giuda) è meglio metterne parecchi, aggiungendo un po' di prezzemolo, per esempio o comunque qualche aroma che ne esalti il sapore senza coprirlo. Ottima per questo scopo anche la farina integrale. 
Nella versione dolce una spolverata di cannella o della scorza di limone grattugiata andranno benissimo.

Un'idea in più: quelle di foglie e fiori di Borragine sono squisite come antipasto o aperitivo. Ricordate solo di scottare le foglie in acqua bollente, (ma va benissimo passarle sotto il getto caldo del rubinetto) per neutralizzare la peluria pungente.

domenica 22 aprile 2012

Frittata di pan secco


Vi lascio la versione base, ma qui c'è solo da sbizzarrirsi. Si apre il frigo e si guarda cosa bisogna far andare: formaggi, verdure, salumi  (pezzetti di salame, prosciutto o salsiccia sono perfetti)... Io per esempio ho aggiunto un cucchiaio della mia salsa, perché il barattolo era aperto già da qualche giorno e ho usato una padella di 20 cm di diametro, giusto per darvi l'idea delle dimensioni della frittata. Servono:
  • 100 gr di pane secco o raffermo
  • 200 ml di latte
  • 100 ml di acqua
  • 2 uova
  • qualche cucchiaio di grana
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • olio evo e sale q.b.
Per prima cosa si riduce il pane in piccoli pezzi e lo si copre con il latte freddo annacquato e dopo un poco si riduce il tutto in poltiglia lavorandolo molto bene con una forchetta. Vedrete che non sarà necessario aggiungere altro latte, comunque il risultato deve essere un composto umido con tutto il latte ben assorbito, perciò, se vi sembra troppo liquido aggiungete un po' di pane, viceversa un goccio di latte. A questo punto è sufficiente unire formaggio, prezzemolo e le uova leggermente sbattute, aggiustando di sale. Si versa il composto in padella  con l'olio ben caldo e si cuoce a fiamma moderata circa 7-8 minuti per lato.

sabato 21 aprile 2012

Sorbetto al limone


Pochi ingredienti e un po' di pazienza. E' talmente facile da fare che cominciamo subito. Per 6-7 bicchierini servono:
  • 125 gr di zucchero
  • 125 gr di acqua
  • il succo di 1 limone (normale, il mio non era molto grande)
  • 1 albume
Si mettono a scaldare acqua e zucchero per fare lo sciroppo. Quando è freddo si aggiunge il succo di limone e l'albume montato a neve fermissima, mescolando dal basso in alto con un leccapentole per smontarlo il meno possibile e si mette in freezer per 35-40 minuti. Io fatto lo sciroppo nel pentolino per bollire il latte, quello un po' alto, così poi l'ho messo direttamente in freezer. Trascorso il tempo indicato si mescola molto delicatamente il composto con una forchetta sempre dal basso in alto e si procede così una seconda volta dopo altri 35 minuti. Dopodiché lo si lascia indurire solo per un'ora e al momento di servire si frulla il tutto con le fruste elettriche (o con il mixer se fosse già molto solido), si aspettano 2-3 minuti circa in modo che si sciolga un poco tornando bello cremoso e si passa nei bicchieri.

Se lo mangiate subito, appena frullato e senza aspettare avrà la consistenza di un gelato, comunque ottimo! Se invece lo preparate con largo anticipo, riponetelo nel freezer in un contenitore da cui estrarlo facilmente, dal momento che sarà necessario passarlo nel mixer per ridargli fluidità.

Si può fare anche con altri agrumi e arricchire sostituendo parte di succo con poco limoncino.

Riso e lenticchie



Può una ricetta essere "saggia"? Perché non saprei come definire diversamente questa. Un piatto contadino il cui apporto proteico lo rende avvicinabile alla carne. Gli ingredienti sembrano tanti ma sono cose che abbiamo tutti in casa. Vi dico subito che uso il riso integrale per motivi nutrizionali, di sapore, ma anche perché cuoce nello stesso tempo delle lenticchie: si semplifica la ricetta e in più tiene benissimo la cottura, così se le lenticchie non fossero ancora pronte si può procedere sul fuoco senza problema. Per 3-4 persone servono:
  • 150 gr di riso integrale
  • 75 gr di lenticchie piccole
  • 1 cipolla , 1 carota e un gambetto di sedano
  • 3 cucchiai di passata di pomodoro, o conserva o pelati
  • 1 foglia di alloro e 1 rametto di rosmarino
  • 2 cucchiai di olio evo e sale q.b.
  • 1 l di brodo vegetale (o più se preferite una versione meno densa)
Si tagliano grossolanamente le verdure, si rosolano un poco nell'olio con le erbe aromatiche, si aggiungono riso e lenticchie, tostandoli per un minuto, e dopo il brodo caldo  e la conserva di pomodoro.  Chiaramente a seconda del  riso e delle lenticchie che usate, regolatevi secondo i tempi di cottura delle confezioni. Si prosegue a fiamma moderata per circa 40-45 minuti con il coperchio, aggiustando di sale. Si serve con del formaggio grattugiato e un filo d'olio a crudo.

Se volete arricchire la ricetta si può aggiungere un pezzo di speck (io ce lo metto sempre) o altro grasso in cottura e si possono variare a piacere le dosi di tutti gli ingredienti.

venerdì 20 aprile 2012

Brustengo di patate e...


Verza o spinaci o erbe selvatiche o quello che preferite. Una antica specialità umbra, un tortino di patate facilissimo da fare e ovviamente molto economico. Servono:
  • 300 gr di patate
  • 300 gr di verza
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale e pepe
Sbucciare le patate e metterle intere a cuocere in acqua bollente, a metà cottura aggiungere la verza tagliata a striscioline e continuare la cottura. Scolare poi il tutto, prelevare le patate e schiacciarle con una forchetta, mescolandole così ridotte in poltiglia alla verza ben strizzata e aggiustare di sale e pepe. A questo punto si scalda l'olio in padella con lo spicchio d'aglio, quando è ben caldo si toglie quest'ultimo e si unisce il composto appiattendolo con una forchetta e facendolo dorare a fiamma piuttosto vivace per 7-8 minuti per lato. Servire tiepido o freddo.

Io ho descritto la cottura tradizionale come riportata dai manuali. Come detto più volte, sarebbe meglio però cuocere le patate intere e con la buccia.
 
Non è compresa, ma una spolverata di grana ci sta proprio bene!

Catalogna alla laziale


Forse la conoscete come cicoria, che è comunque la sua famiglia botanica di appartenenza, la stessa dei radicchi. In questo periodo la si trova a un prezzo conveniente. Ci facciamo un'insalata un po' diversa ma molto saporita, pronta in appena 5 minuti. Per ogni persona si calcolano:
  • 100 gr di catalogna
  • 3-4 filetti di acciughe sott'olio
  • 10 piccole olive nere circa
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaio di olio evo e sale q.b.
Si scalda l'olio in padella con aglio, acciughe e olive. Quando le acciughine si sono disfatte si aggiunge la catalogna lavata, privata dei gambi, asciugata bene e tagliata in pezzi di circa 3-4 cm (giusto per darvi un'idea). Si fa saltare velocemente in padella per 5 minuti, aggiustando di sale se occorre. Ottima tiepida o fredda.

La cicoria è ricca di sostanze amare. Benché non incontri il favore di molti,  l'amaro di tanti vegetali racchiude importanti e numerosissime proprietà benefiche per l'organismo: aiuta a contrastare l'iperacidità, è utile coadiuvante nelle patologie gastriche, intestinali, ed epatiche, per esempio. 

A differenza del gusto dolce, quello amaro sazia e allevia il senso di fame.

Facendo un giro sul web è facile scoprire mille altri motivi per reintrodurre le insalate amare nella dieta quotidiana, a dispetto della moda del tempo che portandoci sempre più verso il dolce ci sta facendo disaffezionare a questo sapore fondamentale!

giovedì 19 aprile 2012

Dolce rapido di pane raffermo


Che buono! Facile e veloce da fare e poi si può personalizzare a piacere! Io l'ho fatto piccolo perché non avevo molto pane, ma basta raddoppiare le dosi... Servono:
  • 75-80 gr di pane raffermo di qualunque tipo, anche misto
  • 250 ml di latte
  • 50 ml di acqua
  • 1 uovo
  • 30 gr di zucchero
  • 20 gr di uvetta
  • 1 pizzico di cannella e poco burro per la teglia
Si taglia il pane a fette sottili, ma se si rompe vanno benissimo anche i piccoli pezzi. Si dispone in una teglia imburrata (di 17 cm) su due strati con l'uvetta e si versa sopra il latte precedentemente scaldato con acqua e cannella a cui, una volta tiepido, sono stati uniti zucchero e uovo. Mi raccomando girate subito il latte quando unite l'uovo così non cuocerà. Ora basta aspettare una decina di minuti per dare tempo al pane di impregnarsi bene, accelerando un poco l'operazione spingendolo verso il basso con una forchetta, se occorre. Si inforna a 180 gradi per 10 minuti a forno statico e poi altri 15 a forno ventilato.
Si possono unire altri ingredienti a piacere e sostituire la cannella con poca scorza di limone.

Strangozzi


Tra Umbria e Lazio gli strangozzi sono una celebrità. Buoni e facili da fare, sono delle specie di tagliatelle decisamente più spesse, adatti a sughi di carne o comunque belli corposi. Quando li faccio non mangiamo secondo, per cui la  porzione descritta è bella abbondante, vi lascio tra parentesi anche le dosi classiche comunque!  Per ognuno si  calcolano:
  • 60 gr di farina di grano tenero (o 50 gr)
  • 60 gr di farina di grano duro (o 50 gr)
  • 50-55 gr di acqua  (45-50 gr)
  • 1 pizzico di sale
Si fa  un impasto bello liscio e compatto, si stende una sfoglia non troppo sottile, circa 3 mm, si arrotola spolverizzandola con un po' di farina se occorre e si tagliano tanti stringozzi larghi 1/2 cm. Cuociono in acqua bollente salata per almeno 6-7 minuti.

Se l'impasto viene bene non è neppure necessario aiutarsi con della farina per stenderlo!

mercoledì 18 aprile 2012

Acqua cotta toscana


Ne esistono mille versioni, ma questa è particolarmente semplice da realizzare. Me l'ha insegnata un amico domenica e devo dire che sono riuscita a memorizzarla proprio per l'estrema facilità di esecuzione e i pochi e poveri ingredienti. Ora la facciamo con i pelati, ma quando è possibile usare i pomodori perini freschi il risultato è certamente migliore. Per 3-4 persone servono:
  • 3/4 di scatola di pelati piccola
  • 1 patata media tagliata fine
  • 1 cipolla media tagliata fine
  • prezzemolo tritato q.b.
  • 3 cucchiai di olio evo, sale e zucchero q.b.
  • 1/2 l di acqua calda
Ho preso i pelati, li ho aperti su un tagliere e ho tolto i semi. Li ho poi fatti a pezzi e uniti con il loro succo agli altri ingredienti in una pentola a freddo. Tutti, tranne prezzemolo e acqua. Si lascia andare a fiamma moderata per una ventina di minuti, girando spesso per evitare che le verdure si attacchino. Si unisce poi l'acqua  e si procede la cottura per un'altra ventina di minuti con il coperchio. Una volta cotte le verdure si passano con il frullatore a immersione ottenendo una crema vellutata. Si aggiusta di sale, si unisce un poco di zucchero per stemperare l'acidità del pomodoro e si versa nei piatti su fette di pane raffermo, con una bella spolverata di prezzemolo, pecorino toscano (o grana) e un giro di buon olio d'oliva.

L'acqua cotta fatta con i pelati ha un gusto piuttosto deciso, l'uso del pane raffermo oltre che tradizionale è perfetto per equilibrarne il sapore.
Si può servire con del riso, bollito a parte o nella stessa minestra, oppure con pasta corta aumentando ovviamente la dose di acqua. Se poi amate sapori più delicati diminuite la quantità di pelati. Insomma, come sempre, ciascuno secondo i propri gusti!

Mi hanno suggerito di condire con una punta di cannella e paprica piccante. A dire il vero io ho scelto un olio aromatizzato al peperoncino.

Carpaccio di carciofi


Finalmente hanno un prezzo accettabile, allora ci facciamo un'insalata tanto veloce quanto buona e poi ce ne servono appena uno o due! Per 2 persone usiamo:
  • 1 carciofo grande o 2 piccoli
  • grana q.b.
  • prezzemolo q.b.
  • olio evo, limone e sale q.b.
Puliamo i carciofi come d'abitudine, li dividiamo in quarti e poi in fettine sottili sottili, adagiandole su un piatto da portata in un unico strato. Si condiscono a piacere (di sale ne basta pochissimo), si spolverizzano di prezzemolo e si coprono con il grana a scaglie. Lasciamo riposare una decina di minuti prima di servire così saranno più saporiti e gustosi.

Ricchi di fibre, ottimi per depurare il fegato: due buoni motivi per consumare carciofi!

martedì 17 aprile 2012

Bocconcini di patate


Si sa, le patate riempiono e costano poco, quindi le idee non mancano, complice la loro grande versatilità e il fatto che sono molto richieste sul blog. Spero vi piaccia anche questa ricetta, perché è davvero facile da realizzare e saporita. Ho fatto solo 7 bocconcini, perché li ho usati come aperitivo. Servono:
  • 100 gr di patate bollite
  • 20 gr di farina bianca
  • 10 capperi sotto sale
  • 7 piccole olive nere
  • 2 cucchiaini di conserva di pomodoro
  • una spolverata di origano
  • olio evo e sale q.b.
Schiacciamo la patata fredda e la mescoliamo alla farina e a capperi e olive tritati velocemente. Uniamo la conserva e l'origano, aggiustiamo eventualmente di sale e facciamo le palline con le mani. Le rosoliamo pochissimo in padella con un filo d'olio ben caldo. Pronte!

Schiacciata dolce di mais


Ricetta povera e antica. Non vi aspettate un esplosione di sapori, ma una splendida focaccia, comunque a pasta compatta, tipo pastafrolla, alta circa 2 cm con la crosta croccante. Gradevolmente dolce, con pochissimi ingredienti, si fa a "tazzine". Se la volete più ricca si può accompagnare con una salsa al cioccolato. Comunque merita di essere provata, anche solo per rendersi conto di cosa sapevano fare una volta con ben poco. Ingredienti:
  • 5 tazzine da caffè di semola di grano duro
  • 3 di farina di mais
  • 2 di zucchero di canna
  • 2 di acqua
  • 1 di olio di semi
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
In una ciotola si mescolano le farine, si uniscono gli altri ingredienti e si impasta con le mani, lasciando riposare questo morbido impasto almeno un quarto d'ora  per permettere al mais di idratarsi un poco. Si versa poi in una teglia di 24 cm di diametro foderata di cartaforno, distribuendo bene il composto con le mani e si inforna al caldo (180 gradi) per 40 minuti.

Perfetta per gli intolleranti al lattosio, non ha neppure uova. Una merenda sana per i bimbi, ben diversa dai dolci confezionati "ricchi" di grassi idrogenati....

lunedì 16 aprile 2012

Tarassaco e valerianella



...Ma se non li avete vanno benissimo scarola, radicchio (magari selvatico) o qualunque insalata amarognola. Per ogni persona servono:
  • 1 mazzetto di tarassaco
  • poca valerianella
  • 1/4 di mela
  • qualche nocciola tostata
  • olio sale e aceto di mele q.b.
Tagliamo finemente le insalatine, uniamo la mela a dadini e le nocciole tritate grossolanamente. Si condisce a piacere, si lascia riposare 5 minuti e in pochi secondi ecco un'insalatina fresca, dai gradevoli contrasti e molto salutare. Infatti le proprietà del tarassaco, i nutrienti delle nocciole e i flavonoli della mela (senza considerare i vantaggi dell'aceto di mele) ne fanno un toccasana per la salute. Un'altra ricettina per mangiare bene e farsi del bene!

Straccetti al sesamo


Un secondo piatto veloce, pronto in pochi minuti e davvero facile da fare. Per 4 persone servono:
  • 1 petto di pollo
  • 3 cucchiai di semi di sesamo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 3 foglie di alloro e 1 rametto di rosmarino
  • farina, olio di semi e sale q.b.
Tagliare il pollo a listarelle, gli straccetti appunto, e infarinarli velocemente. Scaldare circa 3 cucchiai di olio in una padella con le erbe aromatiche, aggiungere la carne e rosolarla velocemente a fiamma piuttosto vivace. Una volta che il pollo è dorato e le carni sigillate si sfuma con il vino e dopo qualche secondo si aggiungono sale e sesamo. Si procede la cottura per un altro paio di minuti sempre a fiamma non troppo bassa e quando il sesamo è bello dorato il piatto è pronto.

Al vino bianco si può sostituire del marsala e se preferite non usare vino, del succo di limone andrà benissimo.

domenica 15 aprile 2012

Hamburger vegetariano di patate


Costa pochissimo, è facile da fare e davvero buono!  Con una sola patata ne vengono 2 e poi si lavora in un attimo con le mani... Vale la pena provare no?! Per 2 hamburgers servono:
  • 200 gr di patate
  • 35 gr di farina integrale (o quella che c'è in casa)
  • 1 cucchiaino di latte
  • 1 pizzichino di bicarbonato
  • farina di mais q.b. (facoltativa)
  • 2 pizzichi di sale, 3 gr circa
  • qualche ago di rosmarino, olio evo q.b.
Si bollono le patate intere con la buccia. Una volta fredde si schiacciano con una forchetta e si aggiungono farina, bicarbonato, latte, sale e il rosmarino tritato con le forbici. Lavoriamo rapidamente l'impasto con le mani e lo schiacciamo sul tavolo fino a dargli la classica forma arrotondata, alta 1 cm. Ora è sufficiente impanare gli hamburgers in poca farina di mais (aiutandosi con una paletta per sollevarli) e rosolarli in olio caldo in padella 5 minuti per lato a fiamma moderata, non minima. Voilà!

La farina di mais conferisce una piacevole croccantezza, ma non è fondamentale, inutile dire che si possono usare ingredienti a piacere come formaggio grattugiato, erbe aromatiche diverse o spezie per esempio. Il prezzemolo ci sta molto bene.

L'aggiunta di ingredienti potrebbe comportare l'uso di più farina, senza esagerare mi raccomando, così resteranno piacevolmente morbidi e gradevoli.

sabato 14 aprile 2012

Spaghetti antichi con cavolo nero


E chi l'avrebbe detto che erano così buoni?  Una ricetta davvero rustica e tradizionale proprio di quelle che piacciono a me... Frutto della saggezza contadina, con cavolo nero e patate è un piatto sano e gustoso, facilissimo da fare e alla portata davvero di tutti.
Per ogni persona ho calcolato:
  • 2 o 3 foglie di cavolo nero (o verza, benissimo quelle esterne più dure)
  • 1/2 patata
  • pecorino toscano grattugiato o grana q.b.
  • olio evo q.b.
Tagliamo il cavolo o la verza in striscioline larghe 1 cm, ponendole a cuocere in acqua bollente salata. Dopo 4-5 minuti si aggiungono nella stessa pentola la patata tagliata a dadini di 1 cm e gli spaghetti (i miei cuociono in 10 minuti, giusto il tempo delle patate). Quando la pasta è pronta si scola, si impiatta, si condisce a crudo con un filo d'olio e una bella spolverata di formaggio. Buon appetito e... Grazie alla straordinaria amica che mi ha insegnato questa bellissima ricetta!!!!!

N.B. I cavoli sono importantissimi alimenti anti-tumorali: moltissimi studi sulle brassicacee hanno dimostrato che è fondamentale introdurli nella dieta quotidiana.

Minestra...in torta!


Bando agli scetticismi! Si tratta di una bontà super economica! E' avanzata un po' di vellutata? Che so, di porri, zucca o altro? Bene, perché ne bastano un paio di mestoli scarsi per realizzare questa sorprendente ricetta con l'aiuto di un po' di fantasia e un pizzico di creatività. Io ho usato un avanzo di crema di carote (vedi ricetta sotto "minestre") e il risultato è stato proprio delizioso! Ho usato:
  • 2 mestoli rasi di crema di carote
  • 1 bella manciata di riso
  • 1 uovo
  • grana grattugiato
  • 1 cucchiaino di maggiorana tritata
  • acqua, olio evo e sale q.b.
Purtroppo è impossibile dare le dosi esatte, comunque il procedimento è facilissimo. Ho scaldato la minestra dopo averla diluita con un po' d'acqua, una volta giunta a bollore ho versato il riso e l'ho cotto mescolando spesso, finché non si è consumato tutto il liquido. In pratica assomiglia molto a un risotto come consisitenza. Una volta freddo ho aggiunto formaggio, uovo e ho aggiustato di sale. Si versa poi il composto in un padellino antiaderente (il mio era 20 cm di diametro) con un po' d'olio caldo, formando uno strato sottile, e si  cuocere 10 minuti per lato circa, a fiamma moderata, per formare una bella crosticina. Se girandolo si rompe, niente paura, schiacciando un poco con la forchetta torna come nuovo!. Ecco fatto, un piatto gustoso, dal niente!!!!


Meglio usare un po' più di riso, si può sempre unire dell'acqua se si asciugasse troppo in cottura, anche se così si perde parte del sapore della vellutata. Se una volta freddo il composto è ancora liquido è sufficiente aggiungere del pangrattato.

Tra gli ingredienti sono perfetti formaggi diversi, pezzetti di prosciutto ed erbe aromatiche a piacere. Cuoce anche in forno così com'è o si può usare come farcia per una bella torta!!!

Torta Luciana


Luciana è mia suocera e questa è una torta di frutta. So che ci sono già mille ricette simili, comunque voglio proporvi questa, perché é buonissima e non eccessivamente dolce. Anche se gli ingredienti non sono pochi, vale la pena provarla, perché dura buona e fresca come il primo giorno anche una settimana e poi ha ben pochi grassi. Si possono usare solo mele o frutta mista come pere e pesche per esempio o comunque frutta poco acquosa. Ingredienti:
  • 300 gr di farina
  • 80 gr di zucchero
  • 1 uovo più 2 tuorli
  • 1/2 bicchiere di olio di semi
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • zucchero a velo q.b.
per il ripieno:
  • 1 kg tra mele e pere
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 bicchierino di rum
  • scorza grattugiata di un limone
Si fa l'impasto con tutti gli ingredienti aggiungendo all'ultimo l'olio sufficiente ad ottenere una pasta bella liscia e soda. A parte si pone a macerare (poco) la frutta sbucciata e affettata sottilmente con rum, scorza e zucchero. Nel frattempo si fodera uno stampo con poco più della metà della pasta, si versa sopra la frutta e si copre con la seconda sfoglia stesa sottile. Si pizzicano i bordi per siggillarli, e si pone in forno preriscaldato a 190 gradi per 50 minuti circa. Una volta fredda si spolverizza con lo zucchero a velo.

venerdì 13 aprile 2012

Ciambelline rustiche al vin brulé


C'è un po' di vino avanzato in fondo alla bottiglia? Perché buttarlo, quando si possono fare queste delizie? Bastano pochi ingredienti e il gioco è fatto: delicate, friabili, profumate... Una vera bontà senza uova, adatta anche a chi non tollera il lattosio. Servono:
  • 320 gr di farina bianca più quella per la spianatoia
  • 120 gr di zucchero di canna (se non lo avete fa lo stesso)
  • 100 gr di olio di semi
  • 100 gr di vino rosso
  • 1 pizzichino di bicarbonato 
  • 1 chiodo di garofano e 1/2 cucchiaino di cannella
In un pentolino si mette a scaldare il vino con il chiodo di garofano e la cannella solo per un minuto e a temperatura bassissima. In pratica il procedimento serve solo a scaldare il recipiente e il vino quel tanto che basta perché raccolga il profumo delle spezie. Poi si spegne il fuoco e si lascia riposare, finché non sarà bello freddo. A parte si uniscono tutti gli ingredienti, per ultimo il vino e si impasta fino a ottenere un composto piuttosto consistente, un po' unto che lasceremo riposare per una mezz'ora. Trascorso questo tempo, con un po' di farina sul tavolo si stende la pasta, non più alta di 1/2 cm e si ricavano tante ciambelline con due coppa pasta di diametro diverso. Cuociono sulla placca del forno coperta di carta a 180 gradi in 20 minuti. Ottime per la prima colazione.

Si può aromatizzare il vino a piacere, magari aumentando le dosi delle spezie, o aggiungendo della scorza di limone, per esempio. L'importante è non farlo cuocere, ma scaldarlo appena, come indicato, altrimenti risulterà amaro e acidulo, richiedendo una quantità di zucchero decisamente superiore.

Se amate gusti più decisi si può anche aggiungere della scorza grattugiata di arancia o limone all'impasto,  qui però ci piacciono già un sacco così!

Cipolle palermitane


I miei amici siciliani mi hanno insegnato questa ricetta. Dico subito che la versione originale era al forno, ma questa, rivisitata solo nella cottura è decisamente più rapida da preparare. Bastano appena 15 minuti e il piatto è pronto. Per 2 persone ho usato:
  • 2 cipolle bianche abbastanza grandi
  • capperi sotto sale a volontà (circa 30)
  • 1 spolverata di grana
  • 1  manciata di pangrattato
  • 1 tazzina di vino bianco
  • olio evo (o di semi)  e sale q.b.
In una padella antiaderente si pone a tostare il pangrattato per qualche minuto. A parte si puliscono le cipolle, si tagliano in quarti e poi si dividono in pezzi larghi 1 cm, comunque non molto sottili, mi raccomando. Quando il pangrattato è pronto si tiene da parte e si mettono a scaldare nella stessa padella alcuni cucchiai di olio. Si uniscono poi cipolle e capperi e girando spesso si lasciano andare per 5 minuti o finché non cominciano ad asciugarsi. Ora basta aggiungere poco del vino preparato e si procede così fino alla cottura completa delle cipolle, aggiungendo cioè poco vino alla volta e a fiamma abbastanza vivace. Non dovrebbe essere necessario, ma se si asciugassero troppo basta unire poca acqua calda. E' importante non cuocerle troppo a lungo, non si devono spappolare, ma restare belle sode e abbastanza consistenti. A cottura quasi ultimata si sala (lo facciamo alla fine, così le cipolle non cedono acqua, restando belle compatte), a fiamma spenta si mette il formaggio e per ultimo il pangrattato che darà al tutto una piacevole nota croccante.


Un'idea in più molto gustosa è sciogliere anche una o due acciughine nell'olio e se lasciamo andare le cipolle fino a disfarsi questo sughino è ottimo per condire la pasta!!

A volte non metto nemmeno il formaggio, mi piacciono molto anche così. Inutile dire che si possono aggiungere pepe, erbe aromatiche a piacere e tutto quello che suggerisce la fantasia!!!!

giovedì 12 aprile 2012

Finta panna di fragole


Un dolce al cucchiaio da preparare in meno di 5 minuti? Eccolo. Bastano fragole, albume e zucchero. Assomiglia molto alla "panna di mele" (vedi ricetta), ma ho voluto inventare una prelibatezza ancora più veloce da preparare e soprattutto senza l'aiuto dei fornelli. Che dire? Buone, buonissime e un ottima merenda per i bimbi!! Per 4 persone servono appena:
  • 300 gr di fragole
  • 2 bei cucchiai di zucchero
  • 2 albumi (possibilmente molto freschi, visto che li usiamo crudi)
Laviamo le fragole, le frulliamo con il frullatore ad immersione, uniamo gli albumi e lo zucchero e montiamo il tutto per pochissimi minuti con le fruste alla massima potenza. Finito!!!

Si può lasciare questa mousse un poco in frigo prima di servirla, non molto però, altrimenti si smonta. Io la lascio una mezz'ora, giusto il tempo di renderla un po' più fresca e gradevole al palato, non so se dura di più, non ho provato...

Spaghetti agli asparagi selvatici e crudo


O speck, che va benissimo uguale. Il procedimento? Facilissimo, ovvio! Per 2 persone servono:
  • 25 asparagi selvatici piuttosto grandi
  • 1 cipolla piccola
  • 1 fondino di prosciutto crudo da 75 gr
  • 3 cucchiai di olio di semi
  • 1/2 tazzina di vino bianco e sale q.b.
Si affetta finemente la cipolla e la si pone a rosolare in padella nell'olio caldo per un paio di minuti, aggiungendo pochissima acqua calda se si asciugasse troppo. Si aggiungono poi  gli asparagi a pezzetti di circa 2 cm e dopo un minuto si sfuma col vino bianco. Ora proseguiamo la cottura a fiamma bassa, finché gli asparagi non saranno belli morbidi (circa 10-15 minuti), aggiungendo sempre poca acqua alla volta se occorre. Quando sono pronti si unisce il prosciutto crudo tagliato a listarelle e si prosegue sul fuoco ancora un minuto.  Alla fine si aggiusta di sale e quando la pasta è quasi pronta (meglio toglierla un minuto prima del tempo indicato sulla confezione) si unisce in padella con un po' della sua acqua di cottura tenuta da parte. Si spadella il tutto a fiamma vivace per qualche secondo, una bella manciata di grana e... Buon appetito!!!


Se pensate di utilizzare lo speck, aggiungetelo subito con gli asparagi. Il crudo invece va messo alla fine perché una cottura prolungata lo renderebbe troppo salato.

Gli asparagi selvatici vanno sempre spezzati a mano e non con il coltello perché così é facile rendersi conto di quando comincia la parte legnosa.

Se quando li portate a casa appaiono molli e appassiti, basta porli in acqua per vederli riprendersi rapidamente. Se non si usano subito si possono conservare tranquillamente per qualche giorno sempre in un vaso d'acqua, come un bel bouquet di fiori!!

Triangoli valtellinesi


Una pasta antica e tradizionale, quindi facile e veloce da preparare anche quando c'è poco tempo a disposizione. Il grano saraceno le conferisce quel sapore assolutamente caratteristico, oltre che un alto valore nutritivo e una buona digeribilità. Per 4 persone occorrono:
  • 300 gr di farina bianca
  • 100 gr di farina di grano saraceno
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale e acqua q.b.
Si prepara la sfoglia velocemente, si stende sottile col mattarello, si divide in striscie di 9-10 cm e da queste si ritagliano tanti triangoli. Cuociono in acqua bollente salata in 6-7 minuti circa, a seconda dello spessore. La tradizione li vuole conditi con il bitto, ma spadellati con burro (o olio evo), salvia e grana sono comunque buonissimi.

mercoledì 11 aprile 2012

Polpettine di patate


Un secondo gustoso, economico, di recupero e altamente democratico! Sì perché alla base di patate e farina si possono aggiungere ingredienti a piacere, magari da smaltire. Vanno benissimo: salame e prosciutto cotto, ma anche lesso o pollo arrosto avanzato. E tra le erbe aromatiche prezzemolo, basilico o timo, per esempio. E poi formaggio: grana, pecorino ecc.... Insomma, come sempre si guarda quello che c'è in casa!
Per 14 polpettine oggi ho fatto così:
  • 200 gr di patate
  • 60-65 gr di farina
  • 30 gr di speck a cubetti
  • 1/2 cipolla
  • 2 cucchiaini di conserva di pomodoro
  • 1 cucchiaino di maggiorana
  • olio di semi, sale e vino bianco q.b.
Si bollono le patate, si sbucciano e si lasciano raffreddare completamente. Quando sono pronte si schiacciano con una forchetta e si uniscono velocemente tutti gli ingredienti senza lavorare troppo l'impasto (altrimenti si inumidisce) e si aggiusta di sale. A questo punto si fanno tante piccole palline della grandezza di una noce. In una padella si rosola la cipolla in poco olio di semi con un pizzico di sale e quando è bella trasparente si aggiungono le polpette. Si lascia andare il tutto per circa 15 minuti a fiamma media, aggiungendo un po' d'acqua calda se dovesse asciugarsi troppo, poi si sfuma con 1/2 tazzina di vino bianco e voilà!.  Tiepide o fredde sono ancora più buone!!!.

Se usate salumi affettati é sufficiente tritarli grossolanamente.