venerdì 23 novembre 2012

Ponce livornese


Forse non è noto a molti che il ponce nasce a Livorno pare agli inizi del XVIII secolo, grazie alla nutrita comunità britannica in loco. Ma si sa, che per accettare una qualche novità c'è bisogno di farla propria, adattandola alle esigenze, o semplicemente al gusto personale. Così nella nota città toscana si pensò di sostituire l'acqua, tipico ingrediente del punch nordico, con un corroborante caffè ristretto e il risultato fu questa straordinaria ricetta. A dire il vero nel corso di anni e secoli è andata via via mutando, adattandosi ai gusti rinnovati. Vi lascio la versione che mi ha insegnato un simpatico oste, che a suo tempo, al mio "per me no, grazie" non solo mi guardò malissimo, quasi offeso, ma mi costrinse a berlo davanti ai suoi occhi. Beh, non posso dire di essermelo goduto molto quella volta, ma di certo mi è piaciuto, nonostante i miei iniziali pregiudizi, soprattutto nei confronti dell'anice... E a dire il vero anche del limone nel caffè. Provatelo, perché l'insieme è assolutamente gradevole, e se non vi piace nessun oste sarà lì a vedervi.....
Per 3-4 persone servono:
  • caffè ristretto realizzato in una caffettiera da 3 persone
  • 2 dita di rum da correzione (rum nero)
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • poca scorza di limone bio
  • 1 goccio di liquore all'anice (non previsto nella ricetta ufficiale)
Si prepara il caffè. Ancora caldissimo si aggiungono zucchero, rum e scorza di limone. Volendo anche l'anice, ma c'è chi per esempio preferisce del brandy, poco cognac, o del rum rosso. Si mescola bene, si serve con pochissima scorza di limone in ciascun bicchiere. Rigorosamente il gotto da vino.
 
Il rum nero si trova per lo più in zona proprio per questa preparazione, per la quale le varietà più pregiate sono sconsigliate. E' una miscela di alcool, sciroppo al caramello, e un po' di rum. Come dicevo c'è chi aggiunge alla ricetta altri liquori o per ovviare al problema della reperibilità del rum da correzione lo sostituisce proprio. Sempre come preferite, come vi ispira di più.
 
Per quanto riguarda la "vela" ossia la scorza di limone due sono le ipotesi, entrambe tanto carine da essere segnalate. La prima sostiene che ai marinai inglesi cui fu imposto di diluire la quotidiana razione di rum (usato anche come antibatterico) con acqua perchè erano spesso ubriachi, preferirono a questa del buon te con il limone che lo accompagnava. La seconda ipotesi ritiene che negli spacci i bicchieri venissero puliti con del limone che lasciando il suo gradevole aroma fu col tempo incluso tra gli ingredienti.
 
Si beve per lo più a fine pasto.

6 commenti:

  1. Oh, ma a me piace proprio, io sono la soddisfazione degli osti!!! Mica disdegno una cosuccia alccolica, purchè fatta bene e in piccola quantità (altrimenti mi addormento...ahahaha!!!): il rhum scuro sono già certa di non trovarlo, ma stanne certa che in qualche modo lo preparo!

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    1. Se non avesse insistito forse non lo avrei neppure provato. E mi sarei persa un mix di sapori delizioso. D'altra parte se ha superato i secoli un motivo ci doveva essere no?! Buona giornata, buon venerdì!

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  2. i Toscani hanno una marcia in più è risaputo ^_^
    ciao, carissima, buon w.e.

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    1. Ciao Giglio! Ma se bevono queste bombe direi pure due marce!! A parte gli scherzi, io non lo conoscevo fino a questa estate: è stata una piacevolissima scoperta! Buon w-end anche a te e a tuo marito.
      P.s. Che bello sentirti!

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  3. Non sapevo delle origini del ponce..interessante!

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