mercoledì 9 gennaio 2013

Torta co' becchi alla maniera della Lunigiana


Una ricetta antica, che aggiunge dello zucchero a ingredienti più tipici delle torte salate come accade per altre preparazioni analoghe in giro per la penisola: la torta di patate del piacentino o le tagliatelle dolci fritte a Bologna, per esempio.
A Lucca è nota come torta co' becchi, a Pisa torta co' bischeri e si fa in entrambi i casi con una base di pasta frolla dolce e una farcia di bietole, pan secco, canditi, uvetta, pinoli e un po' di liquore, entrando a pieno diritto nella categoria dei fine pasto. Viceversa in Lunigiana resta sospesa tra la natura di pietanza e dolce vero e proprio: non solo bietole, ma tante erbe spontanee, senza liquore e canditi, ma soprattutto con una pasta di farina, acqua e poco più.
 Di sicuro si tratta di una versione molto più povera, anche se è facile immaginare che le ricette più celebri si siano arricchite di sempre maggiori ingredienti solo in un secondo tempo. 
Per una torta non molto grande servono:
  • 700-750 gr circa di bietole o erbe spontanee (soprattutto bietole selvatiche e borragini)
  • 1 uovo  
  • 1 manciata di uvetta   
  • 2 cucchiai di pinoli  
  • 1 cucchiaio di zucchero 
  • farina, olio evo, sale e acqua q.b. per la pasta
Scusate se per la pasta non ci sono dosi precise, non ho pesato gli ingredienti, tanta è l'abitudine di andare a occhio, direi che all'incirca saranno stati  120-150 grammi (?) di farina a cui ho unito 2 cucchiai di olio, 2 pizzichi di sale e l'acqua necessaria, tiepida, perché conferisce maggior elasticità di quella fredda all'impasto. Una volta ottenuta una palla bella liscia la si mette a riposare prima di stenderla sottile in una teglia non troppo grande. A parte si scottano le erbe in acqua bollente salata, si strizzano molto bene e si tritano grossolanamente, aggiungendo gli altri ingredienti, una volta che saranno ben fredde. Si riempie ora la base, fino a formare uno basso strato, si ripiega il bordo come di consueto (senza becchi), si fanno tante striscie decorative come per una classica crostata e in forno a 200 gradi per una ventina di minuti, o finché sarà dorata sulla superficie (molto dipende dall'umidità delle erbe).

Si può rendere più grande e sostanziosa aggiungendo del pan secco ammollato, in alcune versioni ci sono due uova, in altre compare del grana grattugiato. Qualcuno poi aggiunge riso bollito... Insomma, difficile dare una farcitura precisa, questa è solo una delle tante.

Tra la versione lucchese e questa preferisco la seconda, viene molto equilibrato il sapore, assolutamente gradevole, anche se posso capire un eventuale scetticismo iniziale...

P.s. I becchi, o bischeri sono tante protuberanze di pasta frolla che ornano il perimetro della torta, come le punte di una corona.

    8 commenti:

    1. nel vedere ls torta mi sono commossa ^.^
      l'ultima volta che l'ho mangiata ero piccina, la torta coi becchi che squisitezza!
      mi sembra che ci fosse anche col cioccolato, può essere?
      Mia cognata l'ha fatta (quella che hai postato) non l'ho mangiata ma mi hanno detto che era buonissima! la ricetta l'ha avuta da mia zia.
      Magari le chiedo se la rifà? potrei provarci ahahah
      ciao, cara, un abbraccio

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      1. Ciao Anna! Sì bravissima, esiste una versione dolce (davvero dolce, roba seria) con il cioccolato. Questa mi sembrava carina da postare, un po' diversa dal solito e forse meno nota. In effetti io l'ho trovata deliziosa! Se la fai, o semplicemente riesci ad avere la ricetta mi piacerebbe confrontarla con questa, proprio perché ce ne sono tantissime diverse, e chissà che la tua non sia migliore!
        Ho letto il tuo ultimo post: grazie per gli aggiornamenti, mi rendo conto che anche solo a scriverle le cose possa essere difficile, un peso forse, ecco perché lo apprezzo ancora di più. Ti auguro tutta la serenità possibile e, se non altro, almeno sonni più tranquilli. Un forte abbraccio.

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      2. eccomi^.^
        chiederò a mia cognata se ha ancora la ricetta e se si te la scrivo molto volentieri!
        grazie per la tua amicizia perchè sapere che c'è gente come te che mi legge e mi consola mi da la carica per andare avanti nonostanti tutto..
        ti abbraccio forte, grazie, Amica cara

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      3. Grazie per la ricetta e non preoccuparti se non riesci ad averla. Per il resto non devi ringraziarmi, mi farebbe solo piacere leggere un bel post in cui ci dici che tutto si sta aggiustando. Vuole essere prima di tutto una speranza, poi un augurio e direi che presto sarà una certezza. Per ora ci facciamo un po' di compagnia e questo è già di per sè bello. Un abbraccio fortissimo Anna, e buona, buonissima serata!

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    2. Mamma mia che bontà!!! Adoro queste pietanze povere e dal sapore apparentemente improbabile (e invece sono squisite!): purtroppo ancora non sono riuscita a cambiare il forno perchè quello che serve a me non lo si trova più in commerecio nè trovo nessuno che me lo ripari, quindi l'elenco delle ricette da provare si sta allungando a dismisura...
      Bacino!!!

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      1. Povera, mi spiace, nonostante i miei sforzi per diminuire l'uso del forno (e abbassare la bolletta) qualche volta mi fa proprio comodo, lo ammetto! Buona giornata!! P.s. Roger, commenti doppi eliminati. ;)

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      2. Grazie...in ufficio mi è andato il server in palla e ha iniziato a fare ciò che gli pareva....

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    Dimmi cosa ne pensi, mi fa piacere!