mercoledì 13 febbraio 2013

Biscotti per i nervi di S. Ildegarda di Bingen


Dichiarata nel 2012 Dottore della Chiesa, Santa Ildegarda (1098-1179) fu una monaca tedesca che si può dire abbia precorso i tempi di almeno mille anni. Sì perché oltre ad essere stata una donna con interessi molteplici e diversissimi tra loro, fu anche scrittrice e come tale ha lasciato testi vari tra cui due trattati sulle conoscenze mediche del suo tempo: Physica e Causae et curae. 
Ildegarda era già profondamente consapevole che mangiare bene e stare bene sono due realtà non separate, ma intimamente connesse e dipendenti l'una dall'altra. Delle sue molte credenze alcune sono state confutate dalla scienza moderna, pur mantenendo un valore documentario incredibile, in altri casi invece i suoi rimedi risultano efficaci anche ai nostri giorni.
Per quanto riguarda questa ricetta, dico subito che qualunque farina abbiate in casa, e usiate normalmente per i dolci andrà benissimo, ma Ildegarda, più di una volta ribadisce il valore del farro, soprattutto nella cura degli ammalati. E questi semplici biscotti nacquero per curare i nervi deboli.
Pur non avendo gli strumenti per esprimermi in merito agli aspetti curativi, di certo questi biscotti andrebbero riscoperti per gli ingredienti di prima qualità. Servono:
  • 300 gr di farina (di farro o quella che c'è)
  • 100 gr di mandorle tritate
  • 1 uovo
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di miele (più un paio o un po' di zucchero)
  • 2 cucchiaini di cannella
Volevo ancora dire che non vengono molto dolci, perciò ho indicato tra parentesi l'aggiunta di ulteriore miele o di un po' di zucchero, che li renderebbero più gradevoli e vicini al nostro gusto. Detto questo si fa l'impasto, volendo si può scaldare leggermente il miele per amalgamarlo meglio agli altri ingredienti. Una volta ottenuta una palla liscia si ricavano tanti cilindretti delle dimensioni di un dito, che andranno infornati a 180 gradi per 15 minuti. Già fatto!

Dando la forma dei classici biscotti, più bassi e ritagliati con le formine se ne ottengono ben di più e forse non finiranno subito. Però, non so, sarà suggestione, ma fatti come indica Ildegarda sembrano più buoni!
Per rendere poi più economica la ricetta si può sostituire il miele con lo zucchero, anche se il primo è sempre da preferire.
 


La cannella non si sente molto, specie utilizzando una farina più grezza, ma se non piace si può chiaramente evitare di metterla.

16 commenti:

  1. si comincia presto a postare da quelle parti eh?:-)

    una domanda: ma le uova sono 2 o 1?
    ho tutti gli ingredienti e, pensavo, se li assottiglio un po' e li "rigiro" a forma di cuore posso usarli come dolce per San Valentino (che poi è il compleanno di mio marito)

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    1. Ecco, forse ho postato un po' troppo presto, non mi sono accorta dell'errore! Comunque è solo un uovo. Che bello S. Valetino e compleanno insieme?! Come dicevo sono buoni, ma un po' di miele o zucchero è bene aggiungerli, altrimenti il sapore dolce risulta appena percettibile. Meno male che mi hai scritto, sennò quando me ne accorgevo?! Ciao Daniela!

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  2. Sembrano veramente buoni, ma come fai a conoscere tutte queste cose!?...meno male che ce le dici!
    baci

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    1. Ciao Bea!!! Sono molto molto semplici, anche nel sapore, rustici direi, ma questa cosa che risalgono al medioevo me li fa piacere troppo! Ah, se li provi, magari un pizzico di lievito o bicarbonato non ci sta male! Un abbraccio, a presto! ;))

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  3. Bellissimi....ma quante cose ho da fare nel forno (sì, il mio forno passerà alla storia...)!!!
    Un bacio!

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    1. Il tuo forno è come Ulisse, 10 anni prima di tornare a casa... ;))) BACI!

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  4. Fantastici! Devo dire che il fatto che siano meno vicini al nostro gusto, come dolcezza, fa riflettere. In effetti nella nostra epoca siamo letteralmente bombardati di zuccheri spesso inutilmente aggiunti a tante pietanze di uso comune. Chi sta attento a queste cose come fai tu, lo sa bene.
    All'epoca della santa, sicuramente non era così. Grazie per questa ricetta così sana, gustosa e che fa anche riflettere su come sia meglio alimentarsi. Ciao. Elena ;-)))

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    1. Ciao Elena!! Ma sai che pensavo le stesse cose? In effetti il fatto che siano meno dolci non fa rimpiangere lo zucchero, io ho seguito la ricetta e comunque mi sono piaciuti tantissimo. Grazie di essere sempre presente, e così carina com me, è un regalo bellissimo! Grazie davvero! Buona giornata!! ;)))

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  5. Buooooni! Li vado a impastare subito! Poi Sant'Ildegarda era veramente una donna straordinaria....un po' come te! Bacio!

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    1. Vabbè, non esageriamo e qui le donne straordinarie stano un po' più in alto, appena fuori porta, giusto non lontano dal centro... ;)))))

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  6. Provati! Sono buonissimi, ottimi per la colazione. Cosparsi di zucchero a velo sembrano ancora più accattivanti anche per i più diffidenti della famiglia ;-))) E in più ne sono venuti davvero molti. Ciao! Elena

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    1. Che bello, grazie per avermelo detto, mi fa sempre troppo piacere quando una ricettina riscuote successo! Bella anche l'idea dello zucchero a velo, non ci avevo pensato e in effetti mi ispira molto. Grazie Elena, sei sempre carinissima, non so proprio come ringraziarti! ;))

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  7. Ciao Maddalena, mi fa molto piacere leggere questa ricetta, dato che sono una patita di Ildegarda!!! Ottimi biscotti, e naturalmente grazie per aver partecipato al linky party! Ciao! Pamela

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    1. Ma pensa, anch'io sono molto affascinata dalla sua personalità. Ancora una volta grazie a te per questa stupenda iniziativa! A presto. Madda.

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  8. La ricetta di questi biscotti è una ricetta medicinale. Santa Ildegarda, badessa, si preoccupava per la salute psichica delle sue consorelle. Dai suoi testi ho tratto una ricetta simile ma con aggiunte fondamentali: oltre alla cannella (45 gr per 500 di farro) Ildegarda aggiungeva anche 3 chiodi di garofano polverizzati (si possono aggiungere 3-4 gocce di olio essenziale di eugenia cariofillata) e, importantissima, la noce moscata, sempre 45 gr. Perchè sono così importanti queste spezie? Perchè proprio ad esse si deve il potere anti-depressivo di questi biscotti (ecco anche perchè non sono molto dolci), oltre all'aiuto dato dalle vitamine contenute nelle mandorle.
    Se non si ha bisogno di cibi antidepressivi, inutile fare questi biscotti.
    Basta realizzare dei comunissimi biscotti di farro e mandorle.
    Inoltre, nel Medioevo il lievito di birra era alla base della panificazione, non come adesso che sembra diventato il padre di tutti i mali. Con un pò di lievito, verranno molto più gradevoli e facili da impastare, cosa assai ardua vista la composizione (almeno per me).
    Una fitoterapista

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  9. concordo con anonimo - per chiamarli biscotti per i nervi è tassativo l'aggiunta dei chiodi di garofano polverizzati e della noce moscata.
    Sono ingredienti questi che aiutano la concentrazione ,sono quindi molto utili per gli studenti. Attenzione : non bisogna però mangiarne troppi -ca.7 - 10 biscotti a seconda della grandezza altrimenti si ottiene l'effetto opposto ,sia per i nervi sia per la concentrazione.
    Fan di S. Hildegard von Bingen,

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