giovedì 7 febbraio 2013

Pastafrolla ottocentesca: senza uova e burro!


Anche se può apparire una ricetta molto moderna, si tratta della versione del padre Dellepiane, contenuta nella Cucina di strettissimo magro (Genova, 1880). Come i tortini di pansecco anche questa ricetta è estratta da quella splendida raccolta, in cui carne e derivati erano banditi dalla mensa del convento in tempo di Quaresima. E siccome l'ambito è sempre quello genovese, questa pastafrolla mostra molti punti di contatto con la Stroscia. Non  sono elencate le dosi degli ingredienti, a parte un chilo (!) di farina e 320 grammi di zucchero, poi genericamente: due bicchierini di vino bianco, un bicchiere di olio e poca scorza di limone.

Io invece ho indicato una quantità di farina non precisa, perché di solito utilizzo quella integrale che assorbe più liquido, e in questo caso 250 grammi vanno bene, nel caso di una più raffinata è possibile che ne occorra un poco di più per formare un impasto bello omogeneo con vino e olio. E ancora per non mettere troppo olio e vino, che danno un sapore intenso, ho preferito aggiungere un goccio d'acqua.
La faccio così:
  • 250-270 gr di farina
  • 80 gr di olio evo
  • 80 gr di zucchero
  • 70 gr di vino bianco o 50 gr +20 gr di acqua  (o latte per i bimbi)
  • poca scorza di limone grattugiata
Si fa la pasta con tutti gli ingredienti, cercando di lavorarla il meno possibile. Una volta pronta è necessario lasciarla riposare una mezz'oretta in frigo avvolta nella pellicola, altrimenti sarà molto difficile da lavorare. A questo punto si stende per gli usi preferiti: una crostata o come dice Dellepiane: "cuori, ciambelle e mille altre cose".


Ho fatto questi biscotti, come dicevo, con farina integrale; ho utilizzato anche lo zucchero di canna integrale, ottenendo dei frollini non molto dolci e decisamente rustici, anche nel sapore, che ci piacciono tantissimo inzuppati a colazione!

10 commenti:

  1. Fantastici!!! Questo tipo di impasto, oltretutto, si presta anche alla mia consueta cottura di emergenza al microonde...
    Un bacio!

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    1. Non ne so molto di microonde, ma se si adattano, tanto meglio! attendo notizie sul tuo forno. A presto!! ;)))

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    2. Ricordi i tuoi biscotti ebraici? Li ho fatti con varie farine, mais compreso (proprio quello grosso ed integrale della polenta), e al micro sono venuti meravigliosi! Li ho stesi su un piatto con un po' di carta forno inumidita e con una cottura a massima potenza per 2-4' ho ottenuto dei meravigliosi biscotti croccanti e dorati!

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    3. Mi ricordo!! Anche il post, e la farina di cocco... ;)))

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  2. sei disponibile a preparare le tue ricette a domicilio?!? che so, tipo... domani?!? pensaci!

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    1. Irre ti porto il miglio, poi se vuoi ti preparo qualcosa, in cambio ti ricordi l'ultima volta vero, il corso accelerato?? Mi dai una mano con le mie povere dita?? ;))

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  3. Buoni!! Anche la mia mamma faceva dei biscotti con solo vino e olio, senza uova! E' proprio vero che tante ricette si ritrovano, in diverse varianti, in tante zone d'Italia!
    Carmen

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    1. Davvero? Ma pensa, cosa non erano capaci di fare con pochissimi ingredienti. Mi fa un sacco piacere che ti ricordi una ricetta di famiglia, chissà che buoni quelli di casa tua! Buona giornata Carmen, a presto!!!

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  4. non si finisce mai di imparare!
    ciao, stella, buon fine settimana

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    1. Eh, ma non vale!!!! Ciao Annina, buonissimo wend! Goditi la tua bella famiglia in serenità!! ;))

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