domenica 26 gennaio 2014

Omelette d'arance per ruffiani e prostitute



"Pro ruffianis et leccatricibus" per l'esattezza, visto che è un ricettario in latino. Come rinunciare a cucinare una preparazione del genere? E' bellissimo poter leggere le antiche ricette, dal momento che si spalanca un vero e proprio mondo anche sui loro autori e sul modo di concepirle. Se Hildegarda von Bingen, faceva del suo ricettario un importantissimo strumento terapeutico, mastro Martino de Rossi andava alla ricerca del gusto originale dei cibi, artefatto dall'abuso di spezie nel suo tempo. Johannes de Bockenheim, cuoco di papa Martino V, aveva ritenuto invece di dividere le ricette del suo Registre de cuisine in base alla classe sociale dei destinatari e/o al paese di origine.
Uno degli aspetti che preferisco di questa, a parte il suo risalire al XV secolo, sta nel fatto che utilizzi le arance amare, ingrediente ormai dimenticato, se non nella marmellata. Ovviamente se non si trovano, quelle dolci vanno più che bene, ma volendo restare fedeli alla ricetta, con le prime, il risultato è stupefacente.
Curiosità: anche se per noi si tratta chiaramente di un dolce, il piatto è riportato tra le pietanze.
Per 6 persone servono:
  • 6 uova
  • 2 arance amare (succo)
  • 2 cucchiai di zucchero integrale di canna
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 pizzico di sale
  • cannella q.b. (non prevista nel testo originale, ma ci sta benissimo)
Dopo aver sbattuto le uova in una ciotola, si uniscono tutti gli altri ingredienti a parte l'olio che viene scaldato in padella. Quando è pronto si rovescia il composto, procedendo la cottura finché le uova saranno rapprese. Voilà.

P.s. le mie arance erano piccolissime e con ben poco succo, ne ho dovute usare un paio di più...

4 commenti:

  1. pur non appartenendo a nessuna delle due categorie proverò questa leccornia prima di sera

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    1. Buona buona, facile e divertentissima l'origine del piatto!!

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  2. Ma che bontà...lo sai però che le arance amare non le ho mai viste? Nemmeno nei punti vendita più forniti (come del resto nemmeno le mandorle amare), sono un qualcosa a me totalmente sconosciuto e la cosa mi dà anche un po' di noia perchè sono una curiosona!
    Però splendida la ricettina, la copio subito...grazie per lo spunto!
    Un bacio, Tatiana

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    1. Falla con qualunque tipo di arancia, viene comunque benissimo! Ciao!

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